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Sito del ristorante in inglese: quando serve e come farlo

· 4 minuti di lettura

Il sito del ristorante in inglese serve quando una parte dei tuoi clienti non parla italiano: turisti, persone in città per lavoro, stranieri che vivono in zona. Se il tuo locale è in una città d'arte, al mare, vicino a una stazione o a un albergo, è facile che qualcuno ti cerchi in inglese. Se invece i tuoi clienti sono quasi tutti del posto, può bastare il menu tradotto.

Non serve tradurre tutto il sito il primo giorno. Serve tradurre bene le pagine che contano, con parole che uno straniero capisce davvero.

Qui sotto trovi quando conviene, cosa tradurre per primo e gli errori da evitare.

Quando conviene il sito del ristorante in inglese

Fatti qualche domanda semplice:

  • In sala, capita spesso di parlare inglese? Se succede, soprattutto in certi periodi dell'anno, hai già la risposta.
  • Ti scrivono o ti chiamano in inglese per prenotare?
  • Sei in una zona di passaggio: centro storico, lungomare, vicino a monumenti, stazioni o alberghi?
  • Hai già il menu di carta in inglese? Se lo stampi, vuol dire che serve, e metterlo anche sul sito è il passo naturale.

Se rispondi sì a più di una domanda, una versione in inglese ti aiuta. Se i clienti stranieri sono rari, parti dal solo menu tradotto.

Cosa tradurre per primo

Non tutto ha lo stesso peso. Chi arriva da fuori cerca quattro cose:

  1. Il menu, con i nomi dei piatti e una breve spiegazione di cosa sono.
  2. Orari e giorno di chiusura, scritti in modo chiaro.
  3. Come arrivare, con indirizzo, mappa e indicazioni per trovare l'ingresso.
  4. Come prenotare, con il modulo e i messaggi di conferma anche in inglese.

La storia del locale e le pagine più lunghe possono aspettare. Meglio quattro pagine tradotte bene che dieci tradotte a metà.

Il menu tradotto: spiegare, non solo tradurre

Il menu è la parte più delicata. Molti piatti italiani non hanno una traduzione, e una traduzione parola per parola fa sorridere o confonde.

  • Tieni il nome italiano del piatto e aggiungi sotto una riga che spiega cos'è: gli ingredienti principali e come è cucinato. «Pici cacio e pepe» resta così, con una spiegazione semplice accanto.
  • Non affidarti alla sola traduzione automatica. Può essere un punto di partenza, ma il testo va riletto da qualcuno che conosce bene la lingua e la cucina.
  • Gli allergeni anche in inglese. Chi non parla italiano deve poter capire cosa c'è nel piatto. Scrivi in inglese anche la frase che invita a chiedere al personale. Per le regole sull'informazione ai clienti, sentiti con la tua associazione di categoria.
  • I prezzi uguali nelle due lingue, aggiornati insieme.

Se cambi un piatto, cambialo nelle due versioni lo stesso giorno. Un menu inglese fermo alla stagione scorsa è un difetto che si nota subito.

Come si organizza un sito in due lingue

Per funzionare bene, la versione in inglese deve essere fatta di pagine vere, non di una traduzione che compare sopra la pagina italiana.

  • Ogni pagina ha la sua gemella, con un indirizzo suo. Così Google può mostrare la versione inglese a chi cerca in inglese.
  • Un pulsante per cambiare lingua, sempre nello stesso punto, con scritto «English» e «Italiano», non solo una bandierina.
  • La scheda Google resta una, ma conviene che la descrizione sia chiara e che le foto parlino da sole.

La traduzione è un lavoro a sé: chi la fa e chi la controlla si decide nel preventivo, insieme a quante pagine tradurre.

Domande frequenti

Basta il menu in inglese, senza tradurre tutto il sito?

Per cominciare, spesso sì. Menu, orari, indirizzo e prenotazione sono quello che serve a un turista. Il resto si aggiunge se vedi che le richieste in inglese crescono.

E le altre lingue?

Valgono le stesse regole. Prima l'inglese, che capiscono in tanti, poi le lingue dei clienti che senti più spesso in sala. Ogni lingua in più è anche un menu in più da tenere aggiornato, quindi aggiungine solo se riesci a seguirle.

Quanto costa aggiungere l'inglese?

Dipende da quante pagine traduci e da chi scrive i testi. Non è una voce fissa dei nostri pacchetti: la cifra si definisce nel preventivo, dopo aver capito cosa ti serve. I pacchetti, come riferimento indicativo, vanno da 350 a 450 € per la pagina unica e da 900 a 1.100 € per il sito completo.

Da dove cominciare

Prendi il menu di carta e segna i piatti che uno straniero non capirebbe dal solo nome: sono quelli da spiegare per primi. Qui sopra, in tre domande, vedi una cifra indicativa per il tuo sito; la traduzione la mettiamo nel preventivo.

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